Questi progetti rappresentano un primo tentativo di comprendere a fondo le conseguenze che la diffusione delle nuove tecnologie informatiche sta producendo e produrrà nello sviluppo mondiale delle città e del territorio.
All'interno di quella che viene definita rivoluzione della new economy, trovano spazio visioni e profezie di progresso molto contrastanti, dal profondo tecno-ottimismo commerciale al radicale antagonismo ideologico.
La varietà e la eterogeneità degli scenari di sviluppo urbano presentati non deve quindi essere considerata una difficoltà nel costruire una base comune di analisi, ma la testimonianza più evidente della impossibilità a ridurre le tendenze in atto alle categorie di analisi tradizionali.
Il tema di progetto propone agli studenti di considerare l'insoddisfazione verso le forme ordinative di pianificazione urbana come una conseguenza diretta dell'antagonismo prodotto dalla crescente domanda di una progettualità spaziale liberata da vincoli funzionali preassegnati e stabili nel tempo.
Nel momento in cui questa domanda di progettualità propone una propria idea di flessibilità nella produzione e nell'uso dello spazio, diventa possibile individuare delle analogie con il modo di regolazione della crescita che governa la società postindustriale, noto come regime di accumulazione flessibile.
La progettazione flessibile si avvicina più a uno strumento di liberazione delle nuove potenzialità espressive dello spazio urbano o va considerata come uno strumento di regolazione necessario per mantenere coerente il processo di riproduzione del capitale urbanizzato?




Emergenza

Claudia Visser Italia visser@iuav.it
Alessia Zampano Italia czampan@tin.it
Alessandro Zuffi Italia alexzuffi@libero.it


 
Una luce per giardini pubblici che si lascia modificare per intensità, posizione o direzione, portando negli spazi pubblici la flessibilità di quelli privati.
Una struttura che, con varie tipologie, si sintonizza con l'ambiente naturale/urbano in cui è collocata.
Un modo per creare nuove relazioni tra l'uomo, la luce e l'ambiente.




La città di Icaro

Claudio Bosco Italia clanabo@wappi.com
Jean Rogliano Francia
Antonio Ventarola Italia ventant@tiscalinet.it


L'ambiente, la pulizia, il silenzio e la sicurezza della città del futuro dipenderanno da quanto riusciremo a modificare la natura del traffico per trarre vantaggio da nuove tecnologie. L'Information Technology sta notevolmente cambiando le nostre abitudini, si pensi al telelavoro e a tutte quelle attività che oggi si possono svolgere con Internet sia da casa sia in viaggio, facendo sperimentare all'uomo una sorta di ritorno alla civiltà nomade. Da tali considerazioni scaturisce il progetto di una città futura capace di prendere il meglio dalle tecnologie a disposizione. Come per Italo Calvino ne Le Città Invisibili la metafora di Eko in una città immaginaria di nome Trude non è altro che un percorso dove il personaggio mette in evidenza problemi collegati ai fattori ambientali e urbani delle nostre città, il nostro viaggio si conclude con la visione di un possibile sistema di mobilità futura, dove una rete di condotti sospesi in aria e aggrappati agli edifici più alti contengono al loro interno seggiolini muniti di PC che si spostano in tutte le direzioni. "Se stiamo parlando di mondi futuri, occorre parlare anche di quelli possibili, perché da qualche parte questi mondi già esistono." Lewis, 1972.




Il codice dell'IT: marginalità/centralità

Chiara Crespi Italia chiaracrespi@virgilio.it
Maria Giovanna Medioli Italia mmediol@libero.it


L'illimitata fiducia nelle nuove tecnologie portava a credere, negli anni '80, che l'Information Technology avrebbe annullato qualsiasi differenza spaziale, generando uno sviluppo omogeneo. Oggi sappiamo che le cose non stanno così. Secondo Sassen lo sviluppo delle reti telematiche non prescinde dalla formazione di un paesaggio che ha "le sue capitali, i suoi centri e le sue periferie, ma anzi, ripropone alle varie scale la contrapposizione tra un centro e una periferia: a scala mondiale, le economie più ricche rispetto ai paesi più marginali, a scala regionale, aree con maggiore o minore crescita, nelle grandi città, settori urbani moderni rispetto a settori di arretratezza economica e sociale." La nostra riflessione prende spunto da queste considerazioni, non per contrapporsi a una tendenza in atto, ma per riflettere sulle nuove opportunità che l'applicazione dell'I.T. può offrire proprio sulle aree marginali.




La città camaleonte

Sara Falugiani Italia sara.falugiani@tin.it
Rita Martinussi Brasile rmartinussi@hotmail.com
Francesca Zirnestein Italia francescalz@yahoo.it


La società postindustriale rivela profondi cambiamenti connessi al progresso scientifico e tecnologico, allo sviluppo organizzativo, alla globalizzazione dell'economia e alla scolarizzazione diffusa. Cosa sono questi cambiamenti? Come si riflettono nello spazio urbano? Come si gestiscono? La città dell'individuo può essere ritenuta all'origine delle qualità socio-economiche, ambientali e formali della città futura. Nelle sue differenti forme attuali, dalle favela brasiliane ai circoli esclusivi del golf, evidenzia modelli urbani immediati, concepiti dagli uomini per soddisfare le proprie esigenze. La rete di connessione fra tutte le persone e tutte le cose, la velocità delle trasformazioni, sono le grandi novità rese possibili dall’utilizzo vario e differenziato delle nuove tecnologie che influenzeranno la cultura e lo spazio fisico.
Da queste considerazioni ha origine la città camaleonte. Una città pulsante, che muta, si organizza e riorganizza a seconda delle necessità, si accende e si spegne in continua e veloce trasformazione.




Safari Cit

Brigida Sepe Italia brigidasepe@inwind.it
Giordano Tavelli Italia tavelli@iol.it



SAFARI CITY propone una serie di visioni dei possibili impatti dell'I.T. sugli spazi urbani, suddivisa in due categorie complementari: @home, The Networked House e city trips and urban safari, The City of Events.
Il pensiero situazionista e gli scritti di Debord, Rifkin, Marx e altri hanno guidato l'interpretazione delle trasformazioni tendenzialmente in atto e l'invenzione dei significati.
Una riflessione sulle strade, teatro della vita, ma anche luogo conteso e di azione antagonista, ha preceduto e dato forma allo sviluppo progettuale.
SAFARI CITY non è soltanto la città delle esperienze mercificate, ma anche scenario mobile per momenti di vita costruiti mediante l'organizzazione collettiva di un gioco di eventi.




Universal design: Rome and Tokyo

Kenji Miura Giappone urugu.ari@nifty.com


Una proposta e non un progetto. Un tentativo di integrare la teoria dell'Urban Management con gli strumenti offerti dall'Information Technology.
Partendo dall'analisi di due città estese e importanti come Roma e Tokio, ho immaginato un innovativo progetto di comunicazione.
Communication Design of Rome and Tokio. How does Design create a city?




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